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2020-06-04

Curiosità

Il veterinario risponde

In collaborazione con il Dott. Maurizio Morelli, Specialista in malattie e chirurgia del cane e del gatto, Dir. Sanitario della Clinica Veterinaria Doctor Vet di Parma e Dir. Tecnico della Clinica Veterinaria Città di Lodi

Ho deciso di far sterilizzare la mia gatta di otto mesi, ma ho un po’ di timore per le eventuali conseguenze. È in salute e non ha mai sofferto di particolari disturbi: potrebbero esserci delle complicazioni?

Ogni intervento chirurgico dovrebbe essere sempre preceduto da un’indagine che evidenzi eventuali problemi di salute pregressi attraverso accertamenti diagnostici. Questi, uniti a monitoraggi anestesiologici e chirurgici adeguati, possono ridurre di molto eventuali complicanze durante e dopo l’operazione. La sterilizzazione delle gatte in età precoce, inoltre, è considerata un intervento preventivo per limitare l’insorgenza di gravi patologie dell’età matura, come tumori della mammella, infezioni e neoplasie di utero e ovaie. Tra gli effetti collaterali potrebbe esserci – ma non è sempre costante – l’obesità.

Quando facciamo una passeggiata, il mio cucciolo di Rhodesian Ridgeback tende a farsi i denti mordendo ogni bastoncino che trova: cosa posso dargli da sgranocchiare in totale sicurezza?

L’eccessiva masticazione dei cuccioli è spesso dovuta alla ricerca di sollievo dal fastidio della crescita della dentatura definitiva al di sotto di quella da latte; il secondo istinto è quello esplorativo: il cucciolo impara a riconoscere il mondo che lo circonda principalmente con la bocca. In altre occasioni, la tendenza a sgranocchiare di tutto può avere un’origine comportamentale: la masticazione genera un rilascio di endorfine, perciò un cane in condizione di stress o disagio tende a tranquillizzarsi “rosicchiando” alcuni oggetti. Per evitare danni al cucciolo e alle cose in casa, si deve supervisionare ciò che è adatto a questo scopo e ciò che non lo è. Prima di tutto, bisogna nascondere o porre al di fuori della sua portata gli oggetti pericolosi, lasciandogli utilizzare solo stick e giochi appositamente ideati.

Al mio gatto di 7 anni è stato diagnosticato il diabete: a quali rischi potrebbe andare incontro e come possiamo garantirgli una vita normale?

Il diabete, oltre a provocare l’incapacità del pancreas di produrre insulina, può portare aumento o riduzione del peso e perdita di massa muscolare. Possono verificarsi anche incremento della sete e del bisogno di urinare. La buona notizia è che moltissimi gatti vivono serenamente con il diabete, posto che le terapie vengano scrupolosamente eseguite. Per condurre una vita normale è molto importante seguire le prescrizioni del Medico Veterinario, come la somministrazione di insulina mediante iniezione sottocutanea, l’adozione di un regime alimentare speciale (anche negli orari) e una corretta gestione dell’attività fisica. Vanno programmati anche controlli regolari per monitorare i progressi della terapia impostata ed eventualmente per ricalibrarla.

Sui denti del mio Maltese tende sempre ad accumularsi del tartaro in eccesso: con il passare del tempo, questo potrebbe provocare qualche patologia?

Le confermo che, purtroppo, è così. Il tartaro accumulato può ospitare moltissimi tipi di batteri e, negli anni, può provocare patologie anche gravi della bocca che si manifestano principalmente con alito cattivo, gengive sanguinanti, inappetenza, perdita di peso e apatia dovuta al dolore. Nei casi più seri arriva a provocare patologie secondarie al resto dell’organismo, a livello di cuore, reni e polmoni. La prevenzione è fondamentale, con metodi che prevedano la rimozione del substrato su cui si solidificheranno i sali di calcio, i quali renderanno efficace la reazione alla placca batterica posta tra gengive e denti: premietti da sgranocchiare specificamente studiati per aiutare la pulizia orale, salviette ad hoc e ditali gommati, ad esempio, servono a rimuovere periodicamente la placca! Intervenire in tempo è il modo più semplice e meno invasivo rispetto al percorso terapeutico per curare le malattie causate da questo diffusissimo problema.

Ho un cucciolo di Volpino e ho paura che, durante le passeggiate, venga punto da zanzare e altri insetti. Quali antiparassitari mi consiglia di usare per una maggiore efficacia?

Parassiti esterni, come pulci e zecche, e altri insetti quali zanzare e pappataci, colpiscono di frequente i nostri amici a quattro zampe e possono provocare malattie. Per prevenirle si utilizzano gli antiparassitari, che si possono trovare in tre forme – compresse, collari o spot-on cutanei – ognuna con pro e contro. Quelli somministrati per bocca, ad esempio, danno una certezza di assunzione e sono utili anche nei casi in cui il cane venga lavato spesso (i lavaggi tendono a ridurre l’efficacia degli spot-on), mentre non svolgono funzione repellente, al contrario degli altri. Alcuni collari, invece, non possono essere bagnati e sono poco indicati per i cuccioli, che potrebbero ingerirli giocando. La decisione sull’antiparassitario più idoneo si basa su alcuni fattori: oltre alla forma di somministrazione, lo stile di vita, il clima (alcuni sono stagionali), la zona geografica in cui si vive o si andrà per un viaggio. In caso di dubbio, le consiglio di parlarne con il veterinario o il rivenditore di fiducia per valutare quali siano più adatti al vostro caso. Colgo l’occasione per ricordare che gli spot-on cutanei possono essere applicati solo alla specie indicata: non date l’antiparassitario del cane a un gatto, un coniglio, una cavia o viceversa: può provocare gravi danni!

Puoi inviare i tuoi quesiti, scrivendo a: info@arbre.it

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