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2020-06-04

Acquariologia

Guppy: un arcobaleno in acquario

Questo piccolo pesce rappresenta per tanti acquariofili uno dei primi pesci ospitato nel proprio acquario e, probabilmente, il primo a essere stato riprodotto al suo interno. Si tratta, infatti, di una specie che forse oggigiorno è più facile da riprodurre che da allevare.

 La Poecilia reticulata (questo il suo nome scientifico) è un pesce di soli 4-5 cm diffuso originariamente in vaste zone della parte settentrionale del Sudamerica ma che, grazie alla sua adattabilità, è stato introdotto (e, ormai, si è acclimatato) anche in zone dell’Asia, dell’Africa e dell’Europa meridionale. Ne è addirittura segnalata una popolazione stabile in Italia centrale in corsi d’acqua ai quali affluiscono acque calde termali.

Le differenze tra generi

Il dimorfismo sessuale di questa specie è molto evidente: i maschi sono di taglia più piccola rispetto alle femmine e sono molto più colorati, anche se la forma selvatica è molto meno appariscente delle varietà selezionate che siamo abituati a vedere in negozio. Altra caratteristica importante è la trasformazione della pinna anale del maschio in una sorta di tubicino attraverso il quale è in grado di fecondare direttamente le uova nel ventre della femmina. I Guppy infatti, come tutti i rappresentanti della famiglia dei Poecilidi, sono ovovivipari: le uova non vengono deposte, ma sono trattenute nell’addome della femmina fino al momento della schiusa, quando “partorisce” direttamente i propri piccoli.

Comportamento in acquario

I Guppy sono pesci molto tranquilli e pacifici. Le uniche scaramucce a cui possiamo assistere sono quelle dei maschi che disturbano continuamente le femmine nel tentativo di accoppiarsi e, per tale ragione, è sempre consigliabile allevare un gruppo composto da un numero di femmine superiore a quello dei maschi. La maggior parte delle moderne varietà con pinne molto sviluppate, inoltre, rende i maschi piuttosto impacciati e lenti nel nuoto: per questo va evitata la convivenza con pesci veloci e aggressivi che potrebbero impedirgli di mangiare a sufficienza. È consigliato, infine, non allevarli insieme a specie come Barbi e Betta, che spesso mordono le lunghe pinne danneggiandole e ferendo il pesce.

L’allevamento

Il Guppy è un pesce di poche pretese e si adatta facilmente a diversi valori chimico-fisici dell’acqua, anche se preferisce quella ricca di calcio e con un Ph basico, caratteristica comune alla maggioranza delle acque che escono dai rubinetti delle nostre case. Essendo tropicale, la temperatura ideale di allevamento dovrà essere mantenuta tra i 22 ed i 27° C: teniamo presente che a temperature elevate i nostri ospiti cresceranno più velocemente ma invecchieranno e, quindi, moriranno molto prima dei loro potenziali 4-5 anni di vita!

Dieta e salute

È un pesce carnivoro che in natura si nutre soprattutto di larve di insetti, ma in acquario accetta qualsiasi tipo di cibo commerciale. Negli ultimi anni, purtroppo, la riproduzione su larga scala operata dagli allevamenti asiatici e volta a ottenere il maggior numero di soggetti al minor costo possibile, lo ha reso molto meno rustico di un tempo e capita spesso che gli esemplari acquistati si ammalino o, addirittura, muoiano poche settimane dopo averli portati a casa. Occorre, quindi, prestare molta attenzione alla loro salute al momento della scelta.

Come avviene la riproduzione

Per riprodurre i Guppy basta poco: solitamente è sufficiente avere solo un maschio e una femmina nello stesso acquario. È capitato, prima o poi, a tutti quelli che possiedono questi pesci di scorgere nella vasca degli avannotti che tentano disperatamente di nascondersi dagli altri: poiché anche i genitori predano i piccoli, infatti, se si è interessati a salvarne almeno qualcuno occorre isolare la femmina in un’apposita area, oppure disporre nell’acquario una folta vegetazione che permetta ai pesciolini di trovare un rifugio! Le femmine partoriscono circa una volta al mese, a seconda della temperatura, un numero di piccoli che può variare indicativamente fra i 15 e i 40 e sono in grado di ritenere in addome il liquido seminale del maschio, quindi possono dare alla luce nidiate successive senza doversi riaccoppiare.

Per tutti i gusti

Se le femmine sono piuttosto anonime e ricordano la loro forma selvatica completamente grigia dalla quale discostano spesso solo per un accenno di colore sulla pinna caudale, i maschi sono decisamente tutta un’altra cosa: colori, forme e dimensione delle pinne hanno praticamente come unico limite la propria immaginazione. La colorazione può essere uniforme oppure corpo e pinne possono avere colori diversi, la coda può essere a ventaglio ma anche rotonda oppure con una o due “spade”, ossia dei prolungamenti all’estremità superiore e inferiore. Anche le pinne pettorali (Dumbo), le ventrali e quella anale (Ribbon), infine, possono essere più sviluppate del normale.

Per concludere

Spesso ingiustamente snobbato dall’acquariofilo esperto, questo piccolo pesce può regalare grandi soddisfazioni. Le sue numerose mutazioni di forma e colore permettono ai più esperti di operare selezioni mirate all’ottenimento di esemplari sempre più belli e originali, ma anche l’hobbista normale può divertirsi a ottenere nuove generazioni che permettano al Guppy di riacquistare la robustezza di un tempo.

Un parente stretto

Negli ultimi anni anche in Italia si è diffuso un pesciolino strettamente imparentato col nostro Guppy, tanto da esserne considerato per diverso tempo una sua forma selvatica: si tratta di Poecilia wingei, chiamato comunemente Endler. Questo pesce, originario di piccole aree del Venezuela, è ancora più piccolo del Guppy e anche di questa specie esistono ormai in commercio diverse varietà di colore, ottenute sia da selezioni dei soggetti selvatici che da incroci con il “cugino” Guppy con il quale è ibridizzabile. Una particolarità di questi pesci è che, a differenza del Guppy, gli Endler non predano i loro piccoli.

 

A cura di Stefano Mongiusti, Medico Veterinario, acquariofilo ed erpetofilo

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