Comportamento ed educazione

I disturbi ossessivo-compulsivi del cane

I comportamenti ossessivo-compulsivi nel cane possono manifestarsi in modi diversi. Vediamo quali sono i più frequenti.

Il disturbo ossessivo-compulsivo nell’essere umano è considerato una malattia neuropsichiatrica: l’età media di insorgenza della sintomatologia è nell’adolescenza o nella prima età adulta e tale disturbo ha un’incidenza dell’1,5-3% nella popolazione mondiale. Le ossessioni (dal latino “obsidere”, cioè assediare) sono pensieri, immagini, impulsi ricorrenti, indesiderati o spiacevoli che emergono nella mente della persona in modo involontario e persistente.
 
La paura di contaminazione (batteri, virus), la fissazione riguardo a numeri fortunati o sfortunati, il bisogno di simmetria ed ordine, la paura di realizzare comportamenti sconvenienti in pubblico sono alcuni esempi. La persona fatica a distogliere l’attenzione da pensieri, immagini e impulsi, perché questi si ripresentano continuamente.
 
Le compulsioni sono comportamenti ripetitivi e ritualizzati - come lavarsi le mani, riordinare, contare, pregare o ridire formule -, realizzati per cercare di ridurre l’ansia e il disagio provato.

 

montagna cane

 

 

Il cane e i comportamenti ripetitivi

Le compulsioni realizzate dagli animali non sono considerate frutto di pensieri ossessivi come accade nell’uomo. Secondo le ricerche effettuate fino ad ora, infatti, queste specie non hanno la capacità di “pensare”, cioè di avere coscienza di sé e della realtà che li circonda.

La tipologia di comportamento ripetitivo (o stereotipia) che si manifesta riflette gli atteggiamenti tipici della specie in esame. Nel cane sono un esempio di tali comportamenti rincorrere la propria coda, autolesionarsi o percorrere una traiettoria fissa:

· il cane compie molte rotazioni su sé stesso o afferra la propria coda, trattenendola e strattonandola. A volte l’animale morde e lesiona alcuni tratti della propria coda;

· il cane può leccare, grattare o succhiare alcune parti del corpo fino a ferirsi. Le zone maggiormente colpite sono il polso, la caviglia, il fianco, il dorso e la coda. La lesione cutanea compare prima sulla metà sinistra del corpo per poi estendersi anche alla parte destra;

· alcuni cani camminano o corrono senza sosta percorrendo lo stesso tragitto (in circolo o avanti e indietro), scavando addirittura un solco in giardino.

Anche ingerire grandi quantità di cibo (alimentazione emotiva) può essere un comportamento ossessivo-compulsivo.

 

L’importanza del veterinario

Una volta che la stereotipia inizia a manifestarsi, il comportamento patologico sembra “potenziare” i circuiti nervosi coinvolti, così che anche eventi stressanti di minore rilievo possono facilmente evocarlo.

Recenti teorie considerano le stereotipie come strategie di coping, cioè comportamenti realizzati dall’individuo per cercare di tenere sotto controllo/affrontare/gestire situazioni o eventi stressanti.

Poiché i sintomi descritti possono essere legati anche a una malattia organica (a carico del sistema nervoso, dell’apparato locomotore, gastroenterico e così via) è opportuno dapprima realizzare una visita clinica presso il proprio medico veterinario curante.

 

Emozioni e coscienza

Il mondo scientifico ritiene che il comportamento ossessivo-compulsivo provochi un disagio emotivo e cognitivo poco importante nelle specie non umane, poiché il loro cervello possiede lobi frontali poco voluminosi.

Il Trattato di Lisbona del 2007, però, afferma che il cane e altri animali sono essere senzienti capaci di provare sensazioni, cioè di sentire piacere e dolore.

Per questo alcuni ricercatori hanno iniziato a ipotizzare che anche il cane sia conscio di ciò che accade intorno a lui e cosciente di sé come individuo.

Numerose sono le prove a favore della consapevolezza degli animali, come il test dello specchio (ideato da Gallup, 1970) superato dai bambini dopo i 18 mesi di età, dagli scimpanzé e da alcune scimmie antropomorfe, dagli elefanti asiatici, dai delfini tursiopi e dalle orche. .

 

Non siamo i soli

Nel 2012 la Dichiarazione di Cambridge sulla coscienza degli animali recita che “gli umani non sono gli unici a possedere i substrati neurologici che generano la coscienza: li hanno anche i mammiferi, gli uccelli e molti altri animali, inclusi i polpi”.

Recentemente, infine, alcuni ricercatori hanno prodotto la “Dichiarazione di New York sulla coscienza animale". Il documento sostiene che ci sono prove per affermare che tutti i vertebrati (compresi rettili, anfibi e pesci) e molti invertebrati (compresi molluschi cefalopodi, crostacei decapodi e insetti) possiedono la coscienza, cioè la capacità di vivere esperienze soggettive.

 

Sabrina Giussani,

Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale e in IAA

Diplomato Medico Veterinario Comportamentalista ENVF

Master in Etologia applicata e Benessere animale

Past President SISCA

 

Rincorrere la coda, autolesionarsi, percorrere sempre lo stesso tragitto e mangiare eccessive quantità di cibo possono essere manifestazioni di comportamenti ossessivo-compulsivi nel cane.

Alcune patologie organiche possono manifestarsi con sintomi uguali alla stereotipia, per questo è fondamentale rivolgersi al medico veterinario.

 

 

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