Tartarughe: quante specie esistono e quanto possono vivere
La tartaruga è uno degli animali più longevi e affascinanti del pianeta, con una storia evolutiva che risale a oltre 200 milioni di anni fa. Ma quante specie esistono davvero? E quanto può vivere una tartaruga? Le risposte potrebbero sorprenderti. Approfondiamo insieme!
La tartaruga: un animale senza tempo
Pochi animali incarnano il concetto di longevità quanto la tartaruga. Presente sul pianeta da oltre 200 milioni di anni — quando condivideva la Terra con i dinosauri — questo rettile ha attraversato ere geologiche, estinzioni di massa e cambiamenti climatici radicali, uscendone ogni volta sostanzialmente invariato.
La sua struttura corporea, dominata dal celebre carapace, si è rivelata nel corso del tempo una delle soluzioni evolutive più efficaci mai sviluppate dalla natura. Non sorprende, dunque, che la tartaruga sia diventata in molte culture del mondo un simbolo universale di longevità, saggezza e resistenza al tempo.
Quanto vive una tartaruga? La longevità spiegata
La durata della vita di una tartaruga varia enormemente a seconda della specie, dell'habitat e delle condizioni di vita, ma in termini generali si tratta di uno degli animali più longevi in assoluto.
Alcune indicazioni di massima:
Tartarughe di terra: Le specie terrestri più comuni, come la tartaruga di Hermann o la tartaruga greca, vivono in media tra i 50 e gli 80 anni in condizioni naturali. In cattività, con cure adeguate, possono superare abbondantemente il secolo di vita. Esistono casi documentati di tartarughe di terra vissute oltre 150 anni.
Tartarughe acquatiche d'acqua dolce: Le specie che vivono in laghi, fiumi e stagni hanno generalmente una longevità inferiore rispetto alle terrestri, con una vita media compresa tra i 20 e i 40 anni, anche se alcune specie possono arrivare a 60-70 anni in condizioni ottimali. Tartarughe marine Le grandi tartarughe marine, come la tartaruga caretta o la tartaruga verde, sono tra le più longeve del gruppo. Si stima che possano vivere tra i 60 e gli 80 anni, con alcuni esemplari che secondo le stime potrebbero raggiungere o superare il secolo. La difficoltà di monitoraggio in ambiente marino rende difficile stabilire con precisione il limite massimo della loro longevità.
Tartarughe giganti: Le tartarughe giganti delle Galapagos e di Aldabra detengono il primato assoluto di longevità tra i rettili. La vita media supera i 100 anni e gli esemplari più longevi documentati hanno raggiunto e superato i 180-190 anni. L'esemplare più famoso è probabilmente Jonathan, una tartaruga gigante delle Seychelles che secondo le stime era ancora in vita nel 2024 con un'età stimata di oltre 190 anni.
Cosa determina la longevità di una tartaruga?
La straordinaria durata della vita delle tartarughe non è casuale, ma dipende da una serie di fattori biologici e ambientali ben precisi:
Il metabolismo lento: Le tartarughe hanno un metabolismo estremamente parsimonioso, che consente loro di sopravvivere a lunghi periodi di digiuno, siccità e temperature avverse. Questo rallentamento dei processi biologici riduce l'usura delle cellule e contribuisce in modo significativo alla longevità.
Il letargo e l'ibernazione: Molte specie di tartarughe trascorrono mesi in stato di letargo, durante i quali i processi vitali rallentano drasticamente. Questo periodo di "pausa biologica" riduce ulteriormente il consumo cellulare e contribuisce ad allungare la vita dell'animale.
La resistenza alle malattie: Le tartarughe hanno sviluppato nel corso dell'evoluzione un sistema immunitario particolarmente efficiente, che le rende resistenti a molte patologie. La loro biologia cellulare mostra inoltre una minore tendenza all'accumulo di danni al DNA rispetto ad altri animali.
Le condizioni di vita in cattività: Una tartaruga tenuta in cattività con le giuste cure — alimentazione corretta, spazio adeguato, controlli veterinari periodici e condizioni ambientali ottimali — può vivere significativamente più a lungo rispetto a un esemplare in natura, dove è esposta a predatori, malattie e condizioni climatiche avverse..
Quante specie di tartarughe esistono?
Il mondo delle tartarughe è molto più variegato di quanto si possa immaginare. Le specie conosciute e classificate sono circa 360, suddivise in due grandi sottordini in base alla modalità con cui ritraggono la testa nel carapace: le Cryptodira, che ritraggono la testa piegandola verticalmente, e le Pleurodira, che la piegano lateralmente.
Queste specie si distribuiscono in tre grandi gruppi ecologici:
Le tartarughe di terra
Le tartarughe terrestri appartengono principalmente alla famiglia Testudinidae e sono diffuse in tutti i continenti ad eccezione dell'Antartide e dell'Australia.
Tra le specie più conosciute:
Tartaruga di Hermann (Testudo hermanni): La specie più comune in Italia e nel bacino del Mediterraneo. Riconoscibile per il carapace bombato giallo-marrone con disegni scuri, vive in ambienti mediterranei aridi e può superare i 50 anni di vita. È una specie protetta.
Tartaruga greca (Testudo graeca): Molto simile alla tartaruga di Hermann, dalla quale si distingue per alcuni dettagli morfologici come la presenza di uno sperone corneo sulle cosce. Diffusa in Nord Africa, Medio Oriente e nell'Europa meridionale.
Tartaruga delle steppe (Testudo horsfieldii): Specie di piccole dimensioni originaria dell'Asia centrale, particolarmente adattata a climi aridi ed estremi. È tra le tartarughe di terra più diffuse come animale da compagnia in Europa.
Tartaruga gigante delle Galapagos (Chelonoidis niger): La più grande tartaruga terrestre del mondo, può raggiungere i 250 kg di peso e oltre 1,5 metri di lunghezza. È anche la più longeva, con esemplari documentati che hanno superato i 180 anni.
Tartaruga gigante di Aldabra (Aldabrachelys gigantea); Seconda per dimensioni tra le tartarughe giganti, è originaria delle isole Aldabra nell'Oceano Indiano. Come la cugina delle Galapagos, può vivere oltre un secolo.
Le tartarughe acquatiche d'acqua dolce
Le tartarughe d'acqua dolce sono diffuse in quasi tutti i continenti e rappresentano il gruppo più numeroso in termini di specie. Tra le più conosciute:
Tartaruga dalle orecchie rosse (Trachemys scripta elegans): Originaria del Nord America, è la tartaruga acquatica più diffusa come animale da compagnia in tutto il mondo. Riconoscibile per le caratteristiche macchie rosse ai lati della testa, vive in media 20-30 anni in cattività. È considerata una specie invasiva in molti Paesi europei, dove la sua introduzione in natura è severamente vietata.
Tartaruga dipinta (Chrysemys picta): Diffusa nel Nord America, è una delle tartarughe d'acqua dolce più studiate. Il suo carapace piatto presenta bordi colorati di rosso e giallo, da cui deriva il nome. ù
Tartaruga scatola (Terrapene carolina): Pur essendo classificata come tartaruga d'acqua dolce, vive principalmente in ambienti terrestri e umidi. È particolarmente longeva per la sua categoria, con esemplari documentati oltre i 100 anni.
Le tartarughe marine
Le tartarughe marine sono tra i rettili più antichi e affascinanti del pianeta. Esistono 7 specie attualmente conosciute, tutte classificate come vulnerabili, minacciate o in pericolo critico di estinzione:
Tartaruga caretta (Caretta caretta): La specie più comune nel Mediterraneo. È la tartaruga marina più frequentemente avvistata sulle coste italiane, dove nidifica principalmente sulle spiagge della Calabria, della Sicilia e della Sardegna.
Tartaruga verde (Chelonia mydas): Una delle specie più grandi e longeve tra le tartarughe marine. Deve il suo nome al colore verdastro del grasso sottocutaneo. È erbivora in età adulta e si nutre prevalentemente di alghe e piante marine. ù
Tartaruga liuto (Dermochelys coriacea): La più grande tartaruga vivente in assoluto, può raggiungere i 700 kg di peso e oltre 2 metri di lunghezza. A differenza delle altre specie marine, non ha un carapace osseo rigido ma una corazza coriacea flessibile, da cui deriva il nome.
Il viaggio straordinario delle tartarughe marine
Le tartarughe marine sono tra i viaggiatrici più instancabili del regno animale. Nel corso della loro vita percorrono migliaia di chilometri attraverso gli oceani, spostandosi tra le aree di alimentazione e le spiagge di nidificazione con una precisione navigazionale straordinaria.
Il loro orientamento è guidato dal campo magnetico terrestre, una sorta di bussola biologica interna che permette loro di ritrovare, dopo anni e migliaia di chilometri di oceano, la stessa spiaggia in cui sono nate. La tartaruga caretta, ad esempio, può percorrere oltre 10.000 chilometri in un singolo viaggio migratorio.
Questo legame profondo con il luogo di nascita è uno degli aspetti più affascinanti della loro biologia e rappresenta al tempo stesso una delle ragioni per cui la protezione delle spiagge di nidificazione è così fondamentale per la sopravvivenza della specie.

Nidificazione e nascita: il momento più vulnerabile
La riproduzione è la fase più delicata e spettacolare del ciclo vitale delle tartarughe marine. Le femmine tornano a riva solo per deporre le uova, sempre sulla stessa spiaggia in cui sono nate, in un rito ancestrale che si ripete da milioni di anni. Dopo essersi accertate che l'ambiente sia sicuro, scavano con le pinne posteriori una buca nella sabbia in cui depongono mediamente tra le 80 e le 120 uova, per poi ricoprirle e tornare immediatamente in mare, senza mai vedere i propri piccoli.
La temperatura della sabbia durante l'incubazione — che dura circa 50-70 giorni — determina addirittura il sesso dei cuccioli: temperature più alte favoriscono le femmine, temperature più basse i maschi.
Una volta schiuse le uova, i piccoli devono raggiungere il mare da soli, affrontando uno dei percorsi più pericolosi della loro esistenza: predatori, disorientamento causato dalle luci artificiali e il calore della sabbia sono solo alcune delle insidie che rendono questo primo viaggio una vera e propria corsa per la sopravvivenza. Si stima che solo 1 cucciolo su 1.000 raggiunga l'età adulta.
Le tartarughe a rischio: la questione della conservazione
Di tutte le specie di tartarughe conosciute, circa la metà è attualmente classificata come minacciata di estinzione dalla Lista Rossa dell'IUCN. Le principali minacce includono la distruzione dell'habitat, il bracconaggio, l'inquinamento marino — in particolare la plastica, spesso scambiata per meduse dalle tartarughe marine — e i cambiamenti climatici, che alterano le temperature delle spiagge di nidificazione influenzando il rapporto tra i sessi dei piccoli.
La tutela di questi animali è una responsabilità condivisa che passa anche attraverso scelte consapevoli di chi li tiene come animali da compagnia: acquistare solo esemplari con regolare certificazione di provenienza e non prelevarne mai dalla natura sono gesti concreti e fondamentali.

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DOMANDE FREQUENTI
1. Qual è la tartaruga più longeva del mondo?
Il primato spetta alle tartarughe giganti, in particolare alla tartaruga gigante delle Seychelles. L'esemplare più famoso è Jonathan, stimato con un'età superiore ai 190 anni e considerato l'animale terrestre più vecchio del mondo attualmente vivente.
2. Quanto vive una tartaruga di Hermann in cattività?
Con cure adeguate — alimentazione corretta, spazio sufficiente, letargo regolare e controlli veterinari periodici — una tartaruga di Hermann può vivere tra i 60 e i 100 anni in cattività. È un impegno a lunghissimo termine che va considerato attentamente prima dell'adozione.
3. Quante specie di tartarughe esistono nel mondo?
Le specie attualmente conosciute e classificate sono circa 360, distribuite in tre grandi gruppi ecologici: tartarughe di terra, tartarughe d'acqua dolce e tartarughe marine. Di queste, circa la metà è considerata minacciata di estinzione.
4. Le tartarughe dalle orecchie rosse si possono tenere come animali domestici in Italia?
Sì, gli esemplari già in possesso possono essere tenuti, ma è vietato acquistarne di nuovi e assolutamente vietato rilasciarli in natura. Essendo una specie invasiva, la loro introduzione negli ecosistemi italiani causa gravi danni alla fauna locale. Prima di adottarne una è importante informarsi sulla normativa vigente..
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