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2020-05-29

Curiosità

Diamo un futuro di luce e speranza

Nata una decina di anni fa, ma con alle spalle l’esperienza ventennale dei suoi volontari, l’associazione Una luce fuori dal lager lavora incessantemente per dare un futuro ai cani più sfortunati. Ne abbiamo parlato con il fondatore Alessio Ballerini.

Quando avete deciso di fondare l’associazione?

“Una luce fuori dal lager” nasce circa 10 anni fa, ma è da ormai da una ventina d’anni che siamo volontari e ci impegniamo per prelevare cani da canili privati, sperduti, i cosiddetti “canili lager”. Si tratta di posti in cui, purtroppo, l’obiettivo principale non è il benessere degli animali e viene solitamente vietato (od ostacolato) l’accesso ai volontari e alle associazioni, “colpevoli” di verificarne le condizioni.

Come svolgete questa attività?

Ci occupiamo, in particolare, di prendere i cani da quattro canili di montagna del Centro e del Sud Italia: paghiamo la staffetta, facciamo arrivare gli animali nel nostro rifugio e li sottoponiamo a tutte le analisi e le cure veterinarie necessarie. Una volta che hanno recuperato sia fisicamente che psicologicamente li proponiamo in adozione: si tratta soprattutto di cani adulti, anziani e disabili, perché preferiamo occuparci di chi ha più bisogno e di chi ha meno possibilità di essere adottato (per taglia ed età, ad esempio).

Come avvengono le adozioni?

Per adottare un cane dal nostro rifugio bisogna innanzitutto svolgere un primo colloquio conoscitivo; successivamente gli adottanti intraprendono con noi e il nostro educatore un percorso per conoscere ed entrare in confidenza con il cane (sono previsti almeno 4 o 5 incontri in cui si esce in passeggiata). Trascorso questo periodo, si prosegue con l’inserimento in famiglia e l’adozione finale.

In che modo ognuno di noi può sostenere la vostra associazione?

Il nostro rifugio non riceve soldi pubblici, né dai comuni, dalle regioni e dallo Stato. La struttura e i suoi ospiti a quattro zampe vengono mantenuti da noi volontari, dalle donazioni e dalle cene di beneficenza che organizziamo. Per sostenerci, i cittadini possono fare una donazione, partecipare agli eventi oppure diventare nostri collaboratori.

Quali sono le soddisfazioni più grandi della vostra attività?

Sicuramente quando un cane anziano o di taglia grande trova una nuova casa e viene scelto da una famiglia che decide di accoglierlo per assicurargli amore e protezione.

Quali, invece, i principali ostacoli?

Le difficoltà maggiori riguardano il mantenimento della struttura, ma spesso anche riuscire a salvare i cani dai canili privati o “lager”. Visto che i gestori ricevono soldi dal comune per ogni cane presente, la maggior parte delle volte non consentono l’accesso a noi volontari per portarli via oppure ostacolano addirittura le adozioni.

Ci racconta un aneddoto o un episodio che ricorda con particolare piacere?

Ricordo con estremo piacere e grande soddisfazione quando siamo riusciti a portare via da un canile calabrese 40 cani (su un totale di circa 3000 animali), tutti in una volta! È stato un lavoro lungo e burocraticamente molto stancante, pieno di ostacoli. Quando li abbiamo salvati, sono arrivati nel nostro rifugio terrorizzati e malati: dopo le nostre cure, però, 38 di loro – tutti anziani – sono stati adottati. Per noi è stata un’enorme vittoria!

 

Per maggiori informazioni:

Sito web: www.canilisaronno.com

Email: canilisaronno@gmail.com

Indirizzo: via Caduti della Liberazione, 123 Uboldo (VA)

A cura di Federica Bartoli

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